Chi siamo

Magari non saremo il territorio più bello del mondo, ma abbiamo una tradizione, una cultura per l’impresa, una storia e una potenzialità incredibile. Che noi stessi spesso dimentichiamo o ignoriamo. Ma ora ci siamo, il tempo dei preparativi, delle critiche, delle indagini e delle contraddizioni è finito. Da oggi inizia l’Italia che vorremmo, l’Italia che speriamo e che desideriamo: EXPOniamoci è il titolo della nostra iniziativa, che da oggi 1 maggio si concretizza, come primo passo, nel nuovo portale di notizie, approfondimenti, valorizzazione territoriale www.expomilano15.it ma che desideriamo diventi sinonimo di eccellenze del nostro territorio. Il meglio dal punto di vista commerciale, certo, ma anche e soprattutto sociale e culturale. Abbiamo voluto aprirci al territorio, ai gruppi, alle associazioni,... ad ognuno di voi. Perchè sono le persone la prima risorsa che caratterizza e definisce un popolo, una Nazione. La nostra sensibilità ambrosiana, radicamento di una fede cattolica al servizio del prossimo, la nostra intraprendenza nel creare, nel ‘buttarci’, ma anche il nostro gusto del bello (e del buono). Sono le basi su cui fondare il nostro domani, un futuro in cui credere e verso cui lavorare. Da oggi, Milano sarà ‘l’ombelico del mondo’; certo un evento di sei mesi sull’alimentazione non può rivoluzionare il ‘domani’ dell’alimentazione, ma può sicuramente aprire un dibattito serio e costruttivo sull’accessibilità delle risorse, all’equità della distribuzione del diritto al cibo e all’acqua, a trovare forme di coltivazione che non devastino ma anzi si integrino con il territorio. Anche per questo il sociale sarà protagonista di Expo, anche per questo è il momento di ‘accogliere’ i cittadini del mondo nei nostri paesi, sentirci orgogliosi di quello che siamo ed abbiamo, magari provando a ‘rimboccarci’ le mani per fare ancora di più. Vi è sporcizia a terra? Raccogliamola! Vi è una famiglia in difficoltà o senza lavoro? Segnaliamola alle autorità competenti! Iniziamo allora a costruire noi l’Italia che vogliamo e in cui vorremmo vivere.

Vittorio Gualdoni - direttore di Logos